Pagine

sabato 13 dicembre 2014

Storia dell'Europa: dalla formazione della Terra a 2.500.000 anni fa

Europa sul dorso di Zeus, sottoforma di Toro
Il nome Europa viene dal greco antico Ευρώπη e può significare, se da eu-rope, "ben irrigata", oppure da εὐρύς (eurus) che significa "ampio", e ὤψ/ὠπ-/ὀπτ- (ōps/ōp-/opt-) che significa "occhio, viso": quindi Eurṓpē, "largo sguardo", "ampio d'aspetto", sinonimo di luna piena, appellativo della dea lunare.

IL MITO:
Europa era figlia di Agenore, re di Tiro, antica città fenicia. Zeus se ne innamorò, vedendola insieme ad altre coetanee raccogliere dei fiori nei pressi della spiaggia. Zeus allora inventò uno dei suoi molteplici travestimenti: ordinò a Ermes di guidare i buoi del padre di Europa verso quella spiaggia.
Zeus quindi prese le sembianze di un candido toro bianco, le si avvicinò e si stese ai suoi piedi;  Europa salì sul dorso del toro, e questi la portò attraverso il mare fino all'isola di Creta.
Europa sul Toro in una
rappresentazione del VII sec.
a.C. ritrovata nel tempio greco
Y di Selinunte, nella Magna
 Grecia, in Sicilia. Clicca
sull'immagine per ingrandirla.
Zeus rivelò quindi la sua vera entità e tentò di usarle violenza, ma Europa resistette. Zeus si trasformò quindi in aquila e riuscì a sopraffare Europa in un boschetto di salici o, secondo altri, sotto un platano sempre verde. Questa narrazione è riprodotta sulle monete di conio greco da 2 €. Agenore mandò i suoi figli in cerca della sorella. Il fratello Fenice, dopo varie peregrinazioni, divenne il capostipite dei fenici. Un altro fratello, Cilice, si instaurò in un'area sulla costa sudorientale dell'Asia Minore a nord di Cipro e divenne il capostipite dei cilici. Cadmo, il fratello più famoso, arrivò fino in Grecia dove fondò la città di Tebe. Europa divenne la prima regina di Creta. Ebbe da Zeus tre figli: Minosse, Radamanto, Sarpedonte e forse Carno, che vennero in seguito adottati da suo marito Asterione, re di Creta. Zeus fece a Europa tre doni: Talo, l'uomo di bronzo che sorvegliava le coste cretesi, Laelaps, un cane molto addestrato e un giavellotto che non sbagliava mai il bersaglio. Il padre degli dei successivamente ricreò la forma del toro bianco nelle stelle che compongono la Costellazione del Toro. Dopo la morte di Asterione, Minosse diventò il nuovo re di Creta. In onore di Minosse e di sua madre, i Greci diedero il nome "Europa" al continente che si trova a nord di Creta. Tutto ciò accadde cinque generazioni prima che in Grecia nascesse Eracle. La raffigurazione di Europa su di un toro si trova in diversi dipinti pre-ellenici, che probabilmente raccontano della Dea Luna trionfante in groppa al toro solare, sua vittima. Il mito pare raccontare di un'invasione di Creta da parte di stirpi elleniche. E Zeus che si trasforma in aquila per violentare Europa ricorda la storia di Zeus trasformato in cuculo per sedurre Era. Ma può anche darsi che il mito racconti di scorrerie compiute dagli elleni di Creta in Fenicia. Secondo recenti ipotesi astrologiche il toro indica l'era del Toro, dal 4.075 al 1.925 a.C.,  una delle ere astrologiche che scandisce il tempo. Per visualizzare il post "La precessione degli Equinozi", clicca QUI.

PROTOSTORIA:
4 miliardi e 600 milioni di anni fa - Nel contesto di un'universo che ora è ampio 13.500.000.000 di anni luce, ovvero lo spazio che la luce percorre in tali anni, e quindi ora gli anni dell'universo sono gli stessi, circa 4.600.000.000 di anni fa si formò un nuovo pianeta, la nostra Terra. Composta da materiale cosmico vagante prodotto dalle esplosioni del Sole che si era trasmutato in una stella "nova" e catturata dalla sua forza gravitazionale in un moto di rotazione intorno ad esso, si condensò e surriscaldò al punto che i metalli contenuti nelle rocce meteoriche di cui era composta si fusero, precipitando, per azione della forza vettoriale centripeta insita nella sue rotazione attorno a se stessa, nel suo nucleo. Questo nuovo nucleo di metalli fusi generò quindi, oltre ad una temperatura elevata, un potenziale gravitazionale elettro-magnetico che avrebbe permesso la formazione di un'atmosfera, una fascia soggetta alla sua attrazione al di sopra della crosta terrestre. L'acqua contenuta nei ghiacci dei meteoriti cosmici poté inserirsi nel ciclo delle piogge e delle evaporazioni e vi fu poi un'alternarsi di eruzioni di magma prodotto dalle alte temperature del nucleo che provocava vapori che oscuravano il sole, facendo abbassare la temperatura in superficie con conseguenti condensazioni delle acque che mutavano in ghiaccio e che con nuove eruzioni evaporava di nuovo e così via. Intanto, insieme all'acqua e a tutti gli altri elementi, dallo spazio giunge anche la vita.
Carta degli eventi climatici e geologici, delle ere geologiche e glaciazioni,
con le forme di vita  sulla Terra, dagli albori a 251.000.000 di anni fa.
Clicca sull'immagine per ingrandirla.

Da 4,5 miliardi di anni fa - Insieme ai meteoriti, dallo spazio iniziano a giungere sul nostro pianeta anche dei batteri estremofili. Nel 2001 i ricercatori del Cnr e dell'Università di Napoli, Bruno D'Argenio e Giuseppe Geraci, docenti di geologia e biologia molecolare, hanno scoperto all'interno di dieci meteoriti dei microrganismi il cui corredo genetico è leggermente diverso da quello delle circa 28 mila specie di batteri terrestri conosciuti. Questi organismi, molto simili ai batteri da noi conosciuti, sono stati trovati dentro meteoriti di 4,5 miliardi di anni, scoperta che dopo esami e cauti accertamenti potrà venire confermata. Gli studiosi dell’Università di Napoli e dell’Istituto Geomare del CNR, affermano che la probabilità che i campioni siano stati contaminati da batteri terrestri è molto bassa. Non si possono ignorare i dubbi che molti scienziati hanno sollevato dopo la rivelazione di queste scoperte, cioè che sia difficile affermare con certezza che i campioni di meteoriti non siano stati inquinati dopo essere caduti sulla superficie terrestre da batteri terrestri. Questi campioni, i "cristallomicrobi", hanno le stesse caratteristiche di altri batteri già conosciuti e molto studiati negli ultimi 40 anni: i batteri estremofili. Come dice la parola stessa, questi microrganismi sono capaci di vivere e riprodursi in condizioni ambientali che per la maggior parte degli organismi sarebbero proibitive. Alcuni di questi particolari batteri appartengono al gruppo degli archeobatteri, collocati nel tempo all’origine della vita sulla terra. I “Batteri alieni”, o “batteri extraterrestri” scoperti nei meteoriti conservati nel museo Mineralogico di Napoli sono stati clonati e si riproducono in abbondanza nelle provette dei laboratori dell’Università Federico II. Questi microrganismi dopo essere stati riprodotti, sono stati analizzati nel loro Dna ed è emerso un genere nuovo che non ha uguali con i 18 mila tipi di codice genetico finora conosciuti. Inoltre gli stessi tipi di batteri chiamati “cristallomicrobi” o “Cryms” sono stati trovati dai ricercatori campani anche in circa cinquanta campioni di rocce sedimentarie, ignee e metamorfiche, di minerali e altri materiali solidi naturali, alcuni datati 3,8 miliardi di anni e prelevati in diversi punti del nostro pianeta, sparsi in tutti i continenti. Gli studiosi hanno estratto dalle rocce i microrganismi che a contatto con una soluzione fisiologica, normalmente utilizzata nei laboratori di microbiologia, diventano visibili al microscopio e si riattivano. Quando i batteri riacquistano le loro capacità metaboliche vengono clonati e studiati.

Esempio di condizione estrema
per la vita: una sorgente d'acqua
sulfurea.
- I batteri estremofili sono forme di vita microbiche che riescono a sopravvivere in ambienti estremi ed impraticabili, potremmo dire sterili, nel senso che nessun’altra forma di vita potrebbe svilupparsi. Nelle acque ad alta concentrazione salina si sviluppa bene Halobacterium salinarum, mentre il record di batterio più “salato” lo detiene Halophilic che è capace di vivere in acqua dove è presente il 30% di sale (ricordiamoci che l’acqua di mare contiene sale per il 3,5%). Anche le rocce che si trovano ad alcuni chilometri di profondità sono un habitat ideale: a 3,2 km. di profondità, nel sottosuolo, nei piccolissimi spazi interstiziali delle rocce vivono alcuni microrganismi capaci di tollerare livelli di pressione, di radiazioni e di calore elevatissimi. Mentre organismi appartenenti alla specie Bacillus infernus si trovano a 2.800 metri di profondità e alla temperatura di 75°C, lo Staphylothermus marinus colonizza ambienti sul fondo degli oceani dove le temperature raggiungono i 115 °C, per via del surriscaldamento da parte di magma. Al contrario la vita microbica rappresentata da Chroococcidiopsis e da Crypotendoliths vive in condizione ottimale fino a -15 °C, ma fra le rocce del continente antartico c’è chi tollera temperature di - 50 °C. Un’altra particolarità degli ambienti estremi è quella di essere caratterizzati da pH estremamente acidi o basici: il microrganismo più “basico” è Alkaliphic che vive in minerali alcalini con pH 11 depositati a seguito dell’evaporazione di gran masse d’acqua. Alcuni ricercatori americani hanno voluto studiare gli effetti di un’intensa radiazione solare nel vuoto dello spazio su alcuni microrganismi: il primo tentativo è stato compiuto dalla NASA proprio per osservare fino a che punto le radiazioni solari siano in grado di influenzare le cellule viventi. Come previsto, i raggi ultravioletti hanno danneggiare tutti i batteri ad un’altitudine di 320 km, a parte il Deinoccocus radiodurans, che vive normalmente nel suolo. La scoperta di questi microbi risale al 1950, quando alcuni studiosi, dopo aver messo a punto alcune tecniche di conservazione dei cibi, si sono accorti che era quasi impossibile ucciderli. S’ipotizza che questi intrepidi estremofili possano sopravvivere su altri pianeti dato che in condizioni sperimentali oltre che non aver paura delle radiazioninon temono le alte temperature, la disidratazione e neanche agenti chimici capaci di distruggere il DNA.

- I primi batteri che si formarono sulla Terra furono gli estremofili, archeobatteri che vivevano in habitat caratterizzati da condizioni estreme (elevata salinità, bassa concentrazione di ossigeno, alta temperatura e valori estremi di pH) ed appartenevano alla divisione degli archeobatteri, le cui caratteristiche, oltre alla primordialità e alla resistenza, era quella di essere cellule procariote. Ogni cellula può esser definita come un'entità chiusa ed autosufficiente: essa è infatti in grado di assumere nutrienti, di convertirli in energia, di svolgere funzioni specializzate e di riprodursi se necessario. Per fare ciò, ogni cellula contiene al suo interno tutte le informazioni necessarie. Le cellule si distinguono in due tipi:
- procariotiche, prive di nucleo vero e proprio e della membrana che lo separa dal citoplasma. 
- eucariotiche, cioè dotate di membrana che separa il nucleo vero e proprio dal citoplasma. Sono tendenzialmente più grandi ed organizzate delle cellule procariotiche e pur comparendo anche in organismi monocellulari (noti come protisti), sono caratteristiche degli organismi multicellulari.
Le cellule procariote (pro = prima e kàryon = nucleo) sono cellule prive di un nucleo ben definito e delimitate dalla membrana cellulare. Rispetto alle cellule eucariote non possiedono organuli, fatta eccezione per i ribosomi. Hanno inoltre una struttura interna molto semplice. Non avendo il nucleo, il loro DNA è sparso nel citoplasma in una regione interna della cellula chiamata nucleoide. Negli organismi procarioti la riproduzione cellulare avviene per scissione binaria.
Cellula procariotica, significati
delle cifre: 1capsula batterica,
2 parete cellulare, 3 membrana
citoplasmatica, 4 citoplasma,
5 ribosomi, 6 mesosoma,
7 nucleoide (DNA), 8 flagello.
Clicca sull'immagine
 per ingrandirla.
Le loro dimensioni sono dell'ordine di pochi micrometri (μm), ma possono variare dai circa 0,2 µm dei micoplasmi ai 30 µm di alcune spirochete e oltre. Un micrometro (simbolo: µm, in passato era usata la dizione micron) corrisponde ad un milionesimo di metro (cioè ad un millesimo di millimetro). Un micrometro equivale a 1 000 nanometri (nm). L'interno della cellula procariota non è suddiviso in organuli da membrane, anche se alcune funzioni metaboliche, come la respirazione e la fotosintesi, sono associate ad invaginazioni e ripiegamenti della membrana cellulare, chiamati mesosomi. Il genoma cellulare è più semplice di quello delle cellule eucariote ed è costituito da una sola molecola circolare di DNA, a cui si aggiungono eventuali repliconi autonomi, molecole di DNA che vengono replicate dall'apparato metabolico della cellula che li ospita ma non fanno parte del genoma standard di quella specie. È assente la membrana nucleare. Il citoplasma delle cellule procariote contiene il DNA e i ribosomi 70 S, che sintetizzano le proteine. La parete cellulare, se presente, può essere composta da una sostanza caratteristica denominata peptidoglicano. Esternamente alla parete cellulare ci può essere uno strato più spesso e meno rigido, detto capsula. Esempi di organismi formati da cellule procariote (tutti unicellulari) sono:
- i batteri,
- le alghe azzurre (chiamate anche cianoficee o alghe verdi-azzurre o cianobatteri) e
- gli archeobatteri. Se consideriamo le caratteristiche dell’ambiente nel quale vivono, gli archeobatteri presentano molte caratteristiche comuni, dalla composizione della loro parete cellulare e dalla sequenza delle basi del loro RNA.
Gli archeobatteri possono essere distinti in tre gruppi:
- i termoacidofili, che prediligono condizioni di elevata temperatura e pH acido. Colonizzano ambienti dove pochi altri organismi sono in grado di sopravvivere. Il Solfolobus è un tipico rappresentante di questo gruppo di batteri che vive in prossimità di sorgenti sulfuree calde con temperature di 70-75°C e non sono in grado di sopravvivere sotto i 55°C. Ma questo batterio è anche capace di mantenere un pH interno vicino a 7, trovando ottimale per la sua crescita un ambiente acido con valori compresi tra 2 e 3. Nelle solfatare dei Campi Flegrei a Pozzuoli (Napoli) sono stati scoperti alcuni archebatteri di questo tipo: Bacillus acidocaldarius e Sulfolobus solfataricus.
- I metanogeni sono procarioti che vivono in assenza di ossigeno e utilizzano la reazione che porta alla produzione di metano, partendo dall’anidride carbonica come passo chiave del loro metabolismo. Un genere, il Methanopyrus, vive sul fondo dell’oceano vicino alle fratture vulcaniche e cresce a valori ottimali compresi in un intervallo di 110-84°C.
- Gli alofili stretti vivono solo in ambienti estremamente salati dove pochi altri organismi possono vivere poiché si disidraterebbero fino alla morte. Alcuni di questi batteri trovano un ambiente ideale di vita nel Mar Morto, dove la concentrazione salina è di circa 10 volte superiore a quella degli altri mari (340g/l). Alcuni archebatteri alofili, amanti del sale, colorano di rosso le acque cristallizzate delle saline. Diverse specie di batteri tutti appartenenti alla famiglia delle Halobacteriaceae sono responsabili di queste colorazioni rosso-rosacee perché contengono nelle membrane cellulari dei pigmenti che derivano dal beta-carotene. Questi gruppi vengono studiati con attenzione perché sono potenzialmente utili in campo biotecnologico sia per produrre carotenoidi, sia per individuare enzimi attivi in soluzioni saline molto concentrate.

3,5 miliardi di anni fa - Iniziano a generarsi archeobatteri autoctoni del nostro pianeta, che originano così la vita sul nostro pianeta. Gli archeobatteri sono cellule procariotiche, il più antico e numeroso gruppo di organismi presenti sulla Terra. I primi fossili rappresentativi datano 3,5 miliardi di anni fa e queste antiche tracce indicano che era presente una considerevole diversità tra i procarioti anche nel periodo archeano. Questi organismi regnarono sulla Terra per più di 2 miliardi di anni adattandosi ai nuovi ambienti e ai cambiamenti che di volta in volta si verificavano e si sono diffuse in ogni habitat immaginabile sul pianeta, colonizzando anche altri organismi.
Probabile scenario sulla Terra
3,5 miliardi di anni fa.
Oggi i procarioti sono diversi rispetto a quelli di 3,5 miliardi di anni fa e rappresentano il prodotto attuale di molte linee di evoluzione indipendenti che si sono separate da centinaia di milioni di anni. Infatti a partire da una comune eredità procariotica, le diverse linee hanno seguito vie di evoluzione separate e ognuna di esse si è adattata alla maggioranza dei cambiamenti dell’ambiente con un risultato tale che la diversità all’interno di ciascuna linea è maggiore rispetto alle differenze verificabili nell’ambito di altri regni. Il gruppo dei procarioti comprende i batteri, organismi unicellulari, privi di nucleo e di altre strutture citoplasmatiche tipiche delle cellule eucariote. Una delle ultime teorie che si sono diffuse sulle origini della vita è stata pubblicata sulla rivista "Nature" dal biologo molecolare James A. Lake. I suoi studi di genomica (la scienza del mappaggio, sequenziamento e analisi dei genomi, cioè dell'intero contenuto di DNA) gli hanno permesso di formulare un’ipotesi che compie un ulteriore passo avanti rispetto a quanto conosciuto fino ad ora sull’argomento. Da un punto di vista tassonomico basato sulla natura della parete cellulare, i procarioti si distinguono in 4 divisioni: gli archeobatteri, i batteri gram-positivi, i batteri gram-negativi e i micoplasmi.

Il susseguirsi delle ere geologiche nel tempo.
Clicca sull'immagine per ingrandirla.
- Poi l'evoluzione seguì il suo corso, attraversando le varie ere geologiche.

- Una nuova teoria spiega come la primordiale atmosfera terrestre sia divenuta ricca d'ossigeno. Il rilascio di enormi quantità d'idrogeno gassoso durante il primo stadio dell'evoluzione della nostra atmosfera potrebbe costituire il motivo principale dell'odierna ricchezza d'ossigeno, riferiscono gli scienziati dell'Ames Research Center della NASA. "Senza ossigeno, le forme di vita più avanzate sulla Terra sarebbero state le schiume batteriche verdi", osserva David Catling, autore dello studio. "Fortunatamente alcuni batteri che abitavano gli oceani primordiali divennero capaci di separare l'acqua in idrogeno e ossigeno". In verità, questa separazione avviene ancora oggi negli organismi fotosintetici. Utilizzando l'energia irradiata dal Sole, questi scindono le molecole d'acqua e utilizzano l'idrogeno per sintetizzare composti organici come i carboidrati e rilasciano l'ossigeno come prodotto di scarto della reazione. La squadra di Catling sostiene che attraverso un processo chiamato fotolisi del metano, i composti carboidrati (ricchi di idrocarbonio gassoso) hanno reagito con l'ossigeno liberando gli atomi d'idrogeno, che si sono quindi dispersi nello spazio. Se quest'ipotesi fosse corretta potrebbe spiegare perché la Terra primitiva rimase abbastanza calda (per l'effetto serra provocata dall'idrogeno) da permettere lo sviluppo della vita.

3 miliardi di anni fa - Il sole era un quinto meno brillante rispetto ad oggi. Così osserva Catling, "...la Terra avrebbe dovuta essere congelata.". Il metano è un potente gas serra e, secondo la teoria dello scienziato, la sua concentrazione nell'atmosfera era dalle cento alle mille volte superiore a quella odierna.

2 miliardi d’anni fa - La fusione di protobatteri (antichi microrganismi unicellulari fotosintetici) con alcuni archebatteri abbia dato origine al primo essere procariota multicellulare. Questa teoria attribuisce agli archeobatteri un ruolo importante, che prima non era mai stato intuito, nel passaggio evolutivo dagli esseri unicellulari a quelli più organizzati multicellulari.

1 miliardo di anni fa - Alcuni procarioti invasero organismi affini (o da questi furono inglobati) e stabilirono un rapporto parassita-ospite (o preda-predatore). Questo tipo di rapporto si è stabilizzato nel corso dei tempi evolutivi e ha dato probabilmente origine ai protisti, caratterizzati da cellule eucariote dotate di un vero nucleo

Carta degli eventi climatici e geologici, delle ere geologiche e glaciazioni,
con le forme di vita  sulla Terra, da 251.000.000 a 2.588.000 di anni fa.
Clicca sull'immagine per ingrandirla.

40 milioni di anni fa - Nell'Eocene, gli antenati del genere umano, che facevano parte del grande gruppo delle Scimmie dette scimmie del vecchio mondo o catarrine, si separararono dalle scimmie platarrine o scimmie del nuovo mondo.

Da 35 milioni di anni fa - Nell'assestamento della crosta terrestre, si cominciò a produrre, circa 35 milioni di anni fa, una lenta separazione fra la placca tettonica africana e araba, e 15 milioni di anni fa iniziò la separazione fra la placca africana orientale e quella occidentale asiatica, proprio sotto il Mar Rosso, e più a sud si originò la Great Rift Valley, che attraversa gli stati di Etiopia, Kenya e Tanzania. Come sempre avviene, l'assottigliamento della crosta terrestre dovuto all'allontanamento delle placche tettoniche, comportò la comparsa di fenomeni vulcanici. Nella parte più meridionale del mar Rosso la faglia fra Africa ed Asia si dirama in due direzioni diverse, verso est e verso sud sud-ovest. La zona della diramazione è chiamata il triangolo di Afar (la parte arancione nella figura a destra) o depressione di Danakil, ed è in Etiopia: è il punto geologico in cui le placche tettoniche si dividono e tendono ad allontanarsi tra loro, ed è caratterizzato da intensa attività vulcanica.
Carta con la faglia tettonica che divide
Africa e Asia e la Great Rift Valley,
la grande fossa tettonica.
Nell'immagine qui a lato, ogni triangolino rosso è un vulcano. La diramazione verso est forma il golfo di Aden, e da questo punto in poi la Rift Valley continua come parte della dorsale oceanica asiatica. La diramazione africana verso sud sud-ovest è spesso indicata come Great Rift Valley, e divide gli altopiani etiopici in due parti. Più a sud, la falla si divide a sua volta in due: una falla a oriente e una falla a occidente. La falla occidentale, chiamata anche falla albertina, è delimitata da alcune delle montagne più alte dell’Africa, incluse le montagne di Viruga, Mituba e Ruwenzori e contiene i grandi laghi africani tra i più profondi del mondo, come il lago Tanganica profondo fino a 1.470 metri e il lago Vittoria, considerato parte del sistema della falla occidentale anche se in realtà è posizionato tra le falle orientale e occidentale. Sette milioni di anni fa, a causa dell'intensa attività vulcanica lungo la faglia tettonica, avvenne l'innalzamento della Great Rift Valley e si creò così una barriera per i venti carichi di piogge provenienti dall'oceano indiano che impedì la circolazione di aria umida.
Tupaia di Java.
Il clima si fece più caldo e secco e l’ambiente si inaridì. Nacquero così due ambienti molto diversificati:
- la foresta tropicale sopravvisse a ovest della Rift Valley, lungo i grandi fiumi dell'Africa centrale.
fra le falle del sud della Rift Valley e a est, la primitiva foresta tropicale si trasformò in savana.

25 milioni di anni fa - Nel Miocene, i più antichi animali simili ai progenitori degli attuali primati, gruppo a cui appartiene anche l'uomo, si possono riconoscere nelle tupaie, ora considerate appartenere ad un ordine a sé stante (gli scandentia) e nei lemuri volanti o galeopiteci.

Lemure volante o
galatopiteco delle Filippine
o colugo delle Filippine
(Cynocephalus Volans).
20 milioni di anni fa - Nel Miocene inferiore, all'interno di questo gruppo gli antenati degli Hominidae si differenziarono, separandosi poi dai

7.000.000 di anni fa - Da dati paleontologici e biomolecolari, si stima che avvenne la divergenza genetica di scimpanzè e bonobo (a noi più simili) dalle altre scimmie antropomorfe, i cui discendenti sono ancora viventi.

- Sette milioni di anni fa, con l'innalzamento della Rift Valley, si che creò una barriera per i venti carichi di piogge provenienti dall'oceano indiano che impedì la circolazione di aria umida. Il clima si fece più caldo e secco e l’ambiente si inaridì. Nacquero così due ambienti molto diversificati:
- la foresta tropicale sopravvisse a ovest della Rift Valley, lungo i grandi fiumi dell'Africa centrale.
fra le falle del sud della Rift Valley e a est, la primitiva foresta tropicale si trasformò in savana.

- La popolazione delle protoscimmie africane si trovò quindi ad essere geograficamente separata dal Rift in due sottopopolazioni:
- quella del versante ovest, che rimase lussureggiante, e le protoscimmie stanziate su questo lato si adattarono ad un ambiente boscoso, differenziandosi dalle altre e precorrendo le moderne scimmie antropomorfe, 
- le protoscimmie intrappolate sull'altopiano, dove si verificava un lento ma inesorabile inaridimento, che non permetteva loro di disporre di alberi su cui vivere: l'ambiente stava cambiando, da foreste tropicali si trasformava in ampi spazi di savane e praterie, in cui la deambulazione a 2 zampe non era sicura come saltare da un ramo d'albero all'altro. In questa circostanza di profonda crisi, vi fu il grande salto evolutivo per cui queste protoscimmie si adattarono a condizioni ambientali nuove e difficili, quali la scomparsa della foresta sostituita dalla savana africana, e dovettero trovare soluzioni a nuovi problemi: tale risposta permise l'evoluzione e l'affermazione del genere "Homo".

- A sei-cinque milioni di anni fa risale la divergenza genetica fra gli antenati degli scimpanzè e bonobo (con i gorilla i più simili a noi nel DNA) da quelli degli umani.

- Conquista della "stazione eretta" da parte degli ominidi.

- A questo punto la superficie del pianeta era abbastanza simile a quella attuale, e i nostri antenati fecero la loro comparsa. Il gruppo dal quale emergerà la nostra specie è quello degli Australopitechi, un ramo dei quali a partire da circa quattro milioni di anni fa diede origine a diverse specie ed ai progenitori del futuro nuovo genere Homo.

3.200.000 milioni di anni fa - E' la datazione del reperto paleoantropologico denominato "Lucy" ritrovato in Africa, nei territori della Rift Valley. Reperto denominato scientificamente Australopithecus afarensis, quando fu scoperto suscitò molto scalpore anche tra i non addetti ai lavori poiché fu molto pubblicizzato anche nelle terze pagine dei normali quotidiani: si pensava di trovarsi di fronte alla "prima madre", Eva, la madre di tutti i viventi, poi la notizia fu ridimensionata e ci si rese conto che Lucy era sì un ominide, ma di specie diversa da quella dell'uomo, in quanto fu escluso, per questo tipo di ominide, l'utilizzo di utensili.

- Il gruppo degli Australopitechi generò due rami evolutivi fondamentali, e perdurò per circa 2.500.000 anni, diversificandosi ecologicamente.
Di tre milioni di anni fa è la datazione del reperto paleoantropologico denominato Australopithecus robustus. Al ramo evolutivo un tempo definito gracile, per la struttura ossea meno massiccia dei suoi appartenenti, si pensa come al più probabile ceppo da cui discende la specie Homo.

Da 3 a 1,6 milioni di anni fa - Data a cui risalgono più reperti di un medesimo tipo: Australopithecus africanus.

Carta degli eventi climatici e geologici con le forme di vita sulla Terra
da 2.588.000 anni fa ad oggi. Clicca sull'immagine per ingrandirla.

2.500.000 anni fa - A questa data, all'inizio del pleistocene, risalgono i primi ominidi: Australopithecus Garhi e Homo habilis, il primo appartenente al genere Homo, i cui più antichi resti, provenienti dalla regione dei laghi del Kenia in Africa, risalgono all'inizio del quaternario, e che ha contribuito alla creazione della cultura Olduvaiana. 
Homo habilis.
È convinzione scientifica che per un certo periodo l'habilis abbia convissuto con le varie specie di australopiteco. Australopithecus Garhi, è il principale primate co-indiziato di avere per primo prodotto e usato strumenti litici, contendendo a Homo Habilis l'appellativo di primo umano. Homo habilis possiede abilità manuali, coniuga intelletto e uso delle mani. I primi reperti di Homo habilis sono stati ritrovati in Tanzania, nella gola di Olduvai: poco più di un metro di altezza, con braccia lunghe così come quelle di "Lucy", la caratteristica di questo gruppo di ominidi, ritenuti più socievoli degli australopitechi, sarebbe che la preda era condivisa e consumata insieme al gruppo di appartenenza. È comunemente accettato che l'Homo habilis avesse una significativa capacità di comunicazione, anche se il suo osso ioide e la struttura delle sue orecchie non erano in grado di supportare un linguaggio parlato.


Per "Storia dell'Europa: dal 40.000 al 15.000 p.e.v. (a.C.)" clicca QUI
Per "Storia dell'Europa: da 130.000 anni fa al 40.000 p.e.v. (a.C.)" clicca QUI
Per "Storia dell'Europa: da 2.500.000 a 130.000 anni fa" clicca QUI
Per "Storia dell'Europa: dalla formazione della Terra a 130.000 anni fa" clicca QUI
Per "Grande Storia dell'Europa - 5° - Dal 1914 al 2014 e.v." clicca QUI
Per "Grande Storia dell'Europa - 4° - Dal 1096 al 1914 e.v." clicca QUI
Per "Grande Storia dell'Europa - 3° - Dal 90 al 1096 e.v." clicca QUI
Per "Grande Storia dell'Europa - 2° - Dal 1200 p.e.v. (a.C.) al 90 e.v. (d.C.)" clicca QUI
Per "Grande Storia dell'Europa - 1° - Dalla formazione della Terra al 1200 p.e.v. (a.C.)" clicca QUI 
Per "Le guerre coloniali del Regno d'Italia" clicca QUI
Per "Le cause della prima guerra mondiale, che originò fra l'altro Israele e i conflitti nel mondo arabo" clicca QUI
Per "Occitani: storia e cultura" clicca QUI
Per "Celti: storia e cultura" clicca QUI
Per "Liguri: storia e cultura" clicca QUI
Per "Elenco degli storici antichi dell'Occidente" clicca QUI
Per "Evidenze storiche nel mito della fondazione di Roma" clicca QUI
Per "Ebraismo: origini, storia e cultura" clicca QUI
Per "Variazioni del clima dall'ultima glaciazione" clicca QUI
Per "Storia dell'Europa: dal 40.000 al 15.000 p.e.v. (a.C.)" clicca QUI
Per "Storia dell'Europa: da 130.000 anni fa al 40.000 p.e.v. (a.C.)" clicca QUI
Per "Storia dell'Europa: da 2.500.000 a 130.000 anni fa" clicca QUI
Per "Storia dell'Europa: dalla formazione della Terra a 130.000 anni fa" clicca QUI
Per "Ucraina: la crisi finanziata dagli USA per vendere gas all'UE" clicca QUI
Per "Grecia: come sopprimere una democrazia" clicca QUI
Per "La rivoluzione d'Islanda" clicca QUI 

Per i post "Il pensiero nell'Italia contemporanea" clicca QUI
Per i post "Il pensiero nel mondo contemporaneo" clicca QUI
Per i post "La politica nell'Italia contemporanea" clicca QUI
Per i post "La politica nell'Europa contemporanea" clicca QUI
Per i post "Musica e canzoni, interpreti, storia, video e testi" clicca QUI
Per "Paolo Rossi: Pericle e la Democrazia" clicca QUI
Per i post "Satir-Oroscopo" clicca QUI
Per i post "Scienze: Astronomia" clicca QUI
Per i post "Scienze: Curare l'ambiente" clicca QUI
Per i post "Scienze: Fisica" clicca QUI
Per "Stelle e Costellazioni visibili nel nostro Cielo" clicca QUI
Per "La Precessione degli Equinozi" clicca QUI
Per i post "Astrologia evolutiva, progressiva, oroscopo, numerologia" clicca QUI
Per "I Chakra o Centri energetici fisici: dove sono e come si possono rilevare" clicca QUI
Per i post "Pietre e Cristalli" clicca QUI
Per "Il Feg-Shui: Scuole della Bussola e del Ba Gua" clicca QUI
Per i post "Grande Storia dell'Europa" clicca QUI
Per i post "Storia dell'Economia Politica" clicca QUI
Per "Canti dei Nativi Nord-Americani" clicca QUI
Per "Il Cattura-sogni" clicca QUI
Per "Ruota di Medicina dei Nativi Americani" clicca QUI
Per i post "Aforismi, Foto e Frasi dei Nativi Nord Americani (gl'Indiani d'America)" clicca QUI
Per i post "Personaggi dei Nativi Nord Americani (gl'Indiani d'America)" clicca QUI
Per "Elenco tribù, personaggi, eventi e culture dei Nativi Nord-Americani, gl'Indiani d'America" clicca QUI
Per "Culture e aree culturali dei Nativi Nord-Americani, gl'Indiani d'America" clicca QUI
Per "Culture e tribù dei Nativi Nord Americani, gl'Indiani d'America" clicca QUI
Per "Lou Dalfin: 'Se Chanto' e musica d'Oc: Storia, video, tracce, testo e trad., discografia" clicca QUI
Per "Occitani: storia e cultura" clicca QUI
Per i post "Cultura degli antichi Ebraico-Cristiani" clicca QUI
Per "Alan Stivell: Storia, video, tracce, testo e traduzione, discografia" clicca QUI
Per "Oroscopo degli Alberi celtico" clicca QUI
Per "Croce Celtica" clicca QUI
Per i post "Cultura degli antichi Celti" clicca QUI
Per "Celti: storia e cultura" clicca QUI
Per "Antichi popoli, linguaggi e alfabeti nell'Italia settentrionale" clicca QUI
Per "Origini del sionismo: conflitti interni, richiesta d'intervento a Roma e successiva repressione" clicca QUI
Per i post "Cultura degli antichi Romani" clicca QUI
Per i post "Politica nell'antica Roma" clicca QUI
Per "Evidenze storiche nel mito della fondazione di Roma" clicca QUI
Per i post "Cultura degli antichi Greci" clicca QUI
Per "Elenco degli storici antichi dell'Occidente" clicca QUI
Per i post "Cultura degli antichi Ebrei" clicca QUI
Per i post "Politica nelle antiche tribù d'Israele" clicca QUI
Per "Fabrizio De André: Storia, video, tracce, testi e traduzioni, discografia" clicca QUI
Per "Liguri: storia e cultura" clicca QUI
Per i post "Antichi Liguri da Tartesso ai Celti" clicca QUI
Per i post "Prodotti della Riviera dei Fiori" clicca QUI
Per i post "Turismo nella Riviera dei Fiori" clicca QUI
Per i post "Politica nella Riviera dei Fiori" clicca QUI 

Nessun commento:

Posta un commento